Ho visto morire Riace

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Ho visto, coi miei occhi, dei calabresi esultare per la vincita della Lega.
Un popolo che fino a qualche anno fa veniva insultato: “terroni, scansafatiche, bugiardi” che ora festeggia e osanna il nemico.

Una specie di sindrome di Stoccolma collettiva?

La lega che vince nei luoghi simbolo dell’accoglienza. La lega che vince, senza precedenti, un po’ ovunque. Perché?

In un paese martoriato dalle mafie infiltrate subdolamente nell’economia e nelle istituzioni, in un paese in cui sono più gli emigranti che gli immigrati ma che continua ad urlare all’invasione, in un paese in cui alcune persone hanno bisogno di chiedere a credito un pacchetto di sigarette, in cui si guadagna di più mandando le arance al macero che sul mercato, in un paese in cui non esiste prospettiva lavorativa se non quella precaria “e vedi di esser contenta, che almeno un lavoro tu ce l’hai”

In un paese in cui fa scalpore una donna che viaggia sola. In un paese in cui è eccezionale chi, a Rosarno, non fa altro che lavorare in maniera corretta. In un paese in cui viene costruita una tendopoli col logo del Ministero dell’interno per ospitare uomini e donne notoriamente sfruttate sul lavoro.

In un paese cosi, Cosa ci si deve aspettare?
In un paese così, cosa fare?
Andarsene é chiaramente una opzione.

Oppure resistere, anzi, rEsistere.

Lunedì mi sono svegliata con una frase in mente: “Io non sono stanca”.
Non sono stanca di raccontare la bellezza, non sono stanca di creare connessioni, non sono stanca di porre domande, non sono stanca di raccontare, di leggere storie ai ragazzi e di tentare ogni giorno di dargli una occasione di riflessione diversa. Non sono stanca di oppormi. Non sono stanca e non sono sola e, per fortuna, visto che c’è davvero tantissimo lavoro da fare.

C’è un’Italia bellissima, scrivevo qualche settimana fa, e nessuno ce lo dice.
Allora diciamocelo, come sostiene un amico caro: stringiamoci e guardiamoci negli occhi ancora più forte.

Riace é stata la giornata più triste di questo viaggio, ma il fatto che la situazione sia inquietante non significa che dobbiamo aver paura.
Significa che c’è ancora moltissimo lavoro da fare.

 

Una risposta a "Ho visto morire Riace"

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  1. Complimenti, brava!dai speranza. Ho letto i tuoi post e condivido. La società è arida e abbiamo bisogno di un po’ di ottimo ossigeno. Un abbraccio forte a chi si mette in gioco in prima persona.

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