Il Mondo è un posto meraviglioso

Gli occhi giganti di Luppi, pieni di vita e di entusiasmo sono ciò che ricordo della prima volta in cui lo vidi, seduto ad un tavolo di una pizzeria della provincia di Modena, in compagnia di Vale, una carissima amica comune.

Gli avevo appena confidato che avevo in mente di raggiungere Lampedusa senza soldi e lui, che era tornato da un viaggio durato un anno e mezzo che lo avevo condotto dall’Australia in Perù via terra e via mare, era la dimostrazione -in carne e sogni- che il mio progetto era ben più che realizzabile.


Giacomo è un essere in cammino.
Non è un uomo, né un viaggiatore: Giacomo è un essere in cammino.
A 25 anni ha deciso di andare a cercare sé stesso al di là delle convenzioni sociali, dei ruoli, delle professioni ed è partito prima per la Corsica e poi per l’Australia.

Viaggiando si è permesso di lasciare andare tutti gli orpelli, le etichette sociali e restando nudo a sé stesso si è potuto guardare negli occhi, lasciando i pensieri liberi di cavalcare le onde dell’Oceano e l’anima confondersi con la materia.
Un cuore grande, una curiosità implacabile, la sete di vivere è ciò che emerge da ogni nostro incontro, fisico o virtuale che sia.

Desideravo portare Giacomo nello spazio di “Viaggiare a piedi scalzi” perché testimone della possibilità di trasformare il viaggio nella quotidianità di un periodo storico come l’attuale.
“Se uno che si è attraversato il mondo a piedi riesce a vivere serenamente in questo momento, forse possiamo riuscirci tutti?” era il mio commento, forse un filo provocatorio, alla nostra diretta.

Giacomo ha parlato del viaggio come uno strumento di conoscenza personale: “Ho viaggiato per conoscere me stesso. Nell’incontro con l’altro ho visto e ri-trovato ogni volta una parte di me, ho goduto dell’ospitalità di popoli lontani sentendomi a casa e ora mi trovo a continuare il mio viaggio nel rapporto con la Terra e la ri-scoperta di un rapporto antico e viscerale con la Natura“.

Nel frattempo, Giacomo ha pubblicato due libri.

Scrivere è stato il mio modo per condividere i miei vissuti, le mie esperienze con gli altri dopo aver avuto il privilegio di viverne di diversificate e potenti” mi ha detto, una volta, quando gli chiesi il motivo per cui aveva scelto di trasferire su carta i suoi pensieri.
Giacomo, infatti, è l’autore di due libri di viaggio -quelli ritratti in foto- che io ho, letteralmente, divorato: perché i contenuti densi e le storie ricche di avventura e vissuto emotivo sono illustrate con un linguaggio morbido, elegante, suadente.
Oltre a viaggiare dunque Giacomo scrive. E scrive bene.

Potete trovare i testi in libreria, sul sito della casa editrice oppure scrivendo direttamente all’autore ed è possibile anche riascoltare la nostra chiacchierata sul profilo IG di Giacomo.

E mentre mi accingo a concludere questo articolo che vuole essere memoria del nostro incontro virtuale, ripenso alla domanda con cui ho lanciato la proposta.

“Se ci riesce Giacomo a stare bene adesso, possiamo tutti?”
In realtà, forse no, ma possiamo prendere ispir-Azione.
Perché Giacomo aveva già scelto di essere sé stesso. Si era accorto di stare male, si era perso e si era già messo in cammino per ri-trovarsi, dandosi tutto lo spazio del Pianeta per farlo, toccando con mano l’acqua, la terra, le stelle, il rischio di morire, i cavalli, la polvere e la totale folle inebriante libertà.

Utilizzando le sue parole, aveva già fatto un grande coming out sulla sua identità: Io sono questo.

Io voglio una vita semplice, in Natura, priva di suppelletti e spesso anche di comodità.
Io non sono il mio lavoro. Io non sono ciò che la società vorrebbe per me.
Io sono Io.

Il messaggio che Luppi mi ha lasciato è quello di accogliere ogni cosa del cammino per conoscersi: che sia il cibo, lo yoga, la musica, la lettura. Ogni strumento è utile, ha senso, ci sostiene nella ricerca di “chi siamo”.
Attorno a questa presenza, la Vita si dispiega, si organizza, ci permette di danzare.


“Il mondo è un posto meraviglioso” è la frase che mi rimase impressa addosso dopo quella prima cena con Giacomo, ormai due anni fa e ora, in un periodo complesso che ci impone di “stare dentro ed esplorarsi” io me lo ripeto.
Perché è vero.
Perché siamo in un mondo meraviglioso.

Per vedere l’intervista di Giacomo da parte di Licia Colò: clicca QUI.

Per concludere la lettura, togli le scarpe, chiudi la porta, sciogli i capelli se sono legati e alza il volume di questa canzone.

Poi, esci di casa e vai nel mondo.

Con bellezza,
zia Babi

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