Trasferirsi a Marrakech e viverci la quarantena

Quando ho deciso di lanciarmi in questa piccola grande impresa (piccola in sé, grande per me) delle dirette social sul Marocco del mio cuore, Antonella è stata uno di quei pensieri automatici.
Quando io me ne innamoravo, nel 2015, lei era già, da tempo alla fase dell’amore maturo nei confronti di un Paese complesso e meraviglioso, allo stesso tempo.

Dopo anni di viaggi in Marocco, una storia d’amore, un impegno con l’agenzia viaggi del suo compagno, dopo aver perlustrato il Paese in lungo e in largo, Antonella ha deciso di fare il grande passo, quello che chi si perde nelle stradine di una medina col naso all’insù, quello che si sente a casa appena atterra l’aereo o attracca la nave, ogni tanto, in un recondito interstizio dell’anima, sogna di fare: trasferirsi.
Rendere quel casino e quei colori, quei puzzi e quelle schiene ricurve in preghiera, quella lingua, quegli odori, quegli occhi neri e quei contrasti: CASA.

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Cicogne libere sui tetti di Marrakech – 2015

Lei l’ha fatto, ma dopo averci pensato molti anni e questo lo ripete più volte come a dirci “Capisco l’entusiasmo, ma… le cose giuste vanno fatte con grande calma”.
Ha preso il tempo per valutare, ha lasciato che la Vita le inviasse i segnali, ha preso consapevolezza dei cambiamenti che aveva vissuto in un ambito professionale -quello della moda- in cui ha lavorato per molti anni, ha permesso di evolvere alla storia d’amore. E tutto l’ha condotta poi a fare il grande trasloco.

Ora vive a Marrakech e prima della pandemia, oltre ad occuparsi insieme a Mustapha dell’agenzia Tour Marocco, gestiva un riad nel cuore della città.

Nonostante la situazione, Antonella non perde il sorriso, ci racconta dei progetti futuri e di come il paese sta gestendo l’emergenza.

Ad oggi, per il Ministro della Sanità, per cui riportante i casi ufficiali, ci sono stati 4115 casi di cui 161 decessi e 669 guariti di covid-19 e più di 24.000 persone che sono risultate sane al tampone. Il paese ha chiuso le frontiere il 14 di marzo per evitare ulteriori contagi ed Antonella è rimasta a Marrakech, che, di fatto è ormai casa sua.

Ma come si è mosso il Paese in questa situazione?
In una terra che vive di contatto fisico, di presenza in strada, di lavoro informale, in cui la sanità pubblica non esiste, cosa è accaduto?
E… una crisi come questa, può diventare motore di cambiamento?

Il governo ha creato un fondo per  l’apertura di nuovi e decentralizzati centri di analisi e l’aumento di posti letto ospedalieri dedicati.
Ha stanziato, poi, dei contributi economici per i lavoratori regolari che, essendo iscritti all’ente simile al nostro “INPS” hanno già iniziato a ricevere il denaro mensile; ma non solo: questa occasione è stata resa disponibile anche a chi non disponeva di un contratto, seppur con un importo inferiore ed in rapporto al numero di membri della famiglia.

E’ stato deciso un coprifuoco delle attività che abbassano le serrande alle ore 18, sono state distribuite -casa per casa- le autocertificazioni per permettere ai cittadini di recarsi a lavoro, in farmacia o a fare la spesa e la popolazione è stata invitata a restare in casa, esattamente come qui.

E’ stato predisposto un numero verde nazionale -141- a cui le persone possono fare riferimento se mostrano i sintomi della malattia e soprattutto, notizia che mi ha riempito il cuore di gioia: è stata resa completamente gratuita l’assistenza medica ai malati di corona virus.

Tutto questo a ridosso del mese sacro del Ramadan.
Momento in cui la rottura del digiuno, l’iftar, è tradizionalmente sinonimo di collettività, di pasto condiviso, preghiera, festa, famiglia.

Se già mi sembra impossibile pensare a Jma el Fna di Marrekch deserta o ai grandi viali di Casablanca silenziosi, l’idea di un iftar in casa goduto in compagnia solo dei conviventi mi sembra surreale, ma questo è.
Di certo, la fede e la utilizzatissima espressione “Inchallah” mai come ora è di sostegno ai fedeli e forse, un po’ anche a tutti gli altri…

Mai come adesso, infatti, possiamo sperimentare la precarietà della nostra vita ed il fatto che, per quanto ci piaccia illuderci di poter controllare lo scorrere del tempo, non è così.
Tutto accade, (anche) secondo un volere più grande…

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Piazza Jema el Fna – 2015

Ecco, io credo che, come dice una amica, tutto sia perfettibile, ma che questi siano davvero grandi passi intrapresi con velocità in un Paese che sta cambiando moltissimo negli ultimi anni.

Antonella ci suggerisce infine dei siti dove reperire informazioni affidabili ed attuali sulla situazione del paese:
-Il Sito ufficiale del Ministero della Sanità
Le 360
Marocco World News

Per quanto, invece, sarà possibile recarsi in Marocco, potrete trovare ispirazioni ed informazioni sul gruppo facebook che Antonella gestisce: Marocco, Mon Amour!
e contattarla tramite l’Agenzia Tour Marocco.

Se invece, volete approfondire lo studio della lingua darija anche stando in Italia, perché vi rilassa -come a me- ho scovato alcune risorse qui sull’internet:

Learn with Tayeb
Piccolo corso online gratuito QUI

Per ora è tutto, se avete domande o curiosità, io ed Antonella siamo qui.

Un abbraccio e… abbiate cura di voi!
Barbara

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