La paura di essere felice*

Gibran dice che anche il fiume trema di paura quando sta per arrivare al mare e non ha alcuna possibilità di arrestarsi, non riesce a tornare indietro, semplicemente non può.

Io non sapevo che sarebbe andata così.
Sette mesi fa credevo di aver perso l’amore, l’uomo che definì questo viaggio un “andarsela a cercare”.
Sette mesi fa, se ci penso piango di tenerezza.

Perché è piccolezza non avere abbastanza fiducia nel flusso e in ciò che deve arrivare.
Ed è dolcissima vedersela addosso.
Non stavo perdendo niente: mi si stava aprendo davanti un cancello enorme.

A pochi passi da me c’era la Vita più Vita che io avessi mai vissuto.
A pochi passi da me avrei toccato con mano i motivi per cui sto passando su questa Terra.
A pochi passi da me, la gratitudine per essere qui, ora. L’amore primordiale.

Ci ho messo tre anni per decidere di partire, ma alla fine l’ho fatto. Lo sapevo inconsciamente che sarebbe stato potente e temevo, temevo il cambiamento e la sua inesorabilità.

Mi ha cambiata totalmente, per sempre e come l’acqua del fiume non posso che andare avanti…

Per questo, Domani si parte e si continua a raccontare.
Non sono pronta per nulla, ho ore di sonno in arretrato e lo zaino è ancora sfatto, ma iniziamo le riprese del #documentario.

Sì, questo viaggio diventerà un film.
E si, io me la sono andata a cercare.
(questa felicità)

 

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