E adesso, che fai?

C’è chi me lo chiedeva che ero ancora a metà viaggio, cosa avrei fatto dopo.
E sarei bugiarda a dire che nessuna parte di me ci pensava, un po’, la sera, prima di dormire.

Ora il viaggio si è concluso davvero.
Quando c’è qualcosa di complesso da fare, io ci penso. “Sei arrivata a Lampedusa senza soldi, vuoi ben dire che non riesci in questa situazione?”

E ci sono un paio di cose che la strada (citando il buon @jacktravel89) mi ha insegnato.
La prima é la Fiducia.
La seconda é il Personal Path, come si diceva oggi tra Toscana e Giappone.
La terza é il Corpo, come mi ricorda il mio ogni volta che viene accolto nelle mani dell’osteopata.

Giorno dopo giorno, la strada si sta manifestando.
Per ora vedo moltissimi fogli sparsi su un letto dei primi del 900: fogli, fogli di appunti, fogli vuoti e foglie del giardino, fogli contenitori di storie, idee, liste di nomi, pensieri.

Fogli che un giorno saranno le pagine di un libro.
Fogli che un giorno diventeranno la carta bianca per i Sogni degli altri.
Fogli che un giorno diventeranno un copione.

Forse.

Sicuramente diventeranno la cosa giusta se io resto ancorata alla necessità di essere autentica e felice.

Nel mentre, faccio qualcosa per la prima volta: cambio il pannolino a quel ranocchio di mia nipote.
Immersa nelle colline toscane.
Con una gatta selvaggia tra i piedi.
Ed un cuore a misura d’oceano! (cit)

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