Io sono la mia isola

E alla fine è successo.

Il viaggio ha atteso che io mi ambientassi, che mi abituassi ad avere 3 mutande (e gioire quando ho ritrovato la quarta, presunta dispersa) e che lo zaino diventasse realmente tutto ciò di cui ho necessità.

E poi ha preso le redini della situazione.

Si va in vacanza, sorella. É Pasqua e a Pasqua si rinasce, punto. “E si rinasce tramite il piacere”.

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Tentativo n.7 di autoscatto mentre salto

Così dopo aver lasciato la mia famiglia di Seggiano, sono partita e altri due uomini, Silvio e Davide, mi hanno portata a Grosseto. Recarmi a Roma direttamente mi preoccupava un po’ dopo il precedente ‘tour de force’ e avevo chiesto in giro se qualcuno aveva un contatto per fare le cose con calma e spezzare il viaggio: una amica di un amico (ma poi, ciascuno di noi, non é un amico di qualcuno?) mi ha ospitata. E mi ha portata a vedere una libreria bellissima “Quanto Basta”. E abbiamo parlato tanto: dei viaggi, di quelli in America Latina ed in Marocco, di quelli con lo zaino in spalla e di quelli dentro, di un lavoro che non rispetta, del compromesso tra realizzazione di sé e sopravvivenza economica. Abbiamo parlato e mangiato pasta al pomodoro e poi, fluida, é arrivata la proposta “Ma perché non vieni con me all’Elba domani?”

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Isola d’Elba 2019

 

Già, perché no?

“Perche eri già d’accordo con alcune persone che ti aspettavano. Perché è già un mese che sei in Toscana e devi scendere.”

Mai come giovedì sera il mio istinto si é imposto. Mai. Mi viene in mente mia nipote, 4 mesi: Lei sa quello che vuole, lei chiede. Io ero così. Noi tutte eravamo così. Perché ora questo tentennare? Questo voler piacere a tutti i costi agli altri, ancora prima che a sé stesse? Questa paura di disturbare, di rovinare amicizie, di sembrare ingombranti?

Già, perché andare all’Elba?

Per rendermi conto che i sacrifici, come i popoli nativi fanno, vanno fatti. Che non si può chiedere alla Vita amore ed autenticità se si resta dentro rapporti o contratti limitanti. Bisogna imparare a lasciare andare: la persona per cui non basta mai quel che fai, il lavoro che non rappresenta i propri sogni ed ideali, l’amore che non accoglie l’oscuro e la fragilità. Va fatto, va fatto per amor proprio e per fare spazio. Va fatto perché con la Vita é uno scambio, sempre e non un pretendere.

 

Qualcosa va abbandonato, il viaggio va fatte leggere.

 

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