Come procede il viaggio?

Dopo aver lasciato i fratellini a Panta Rei, ho incontrato la mia famiglia umana ed animale in Val di Chiana, mi sono procurata un graffio felino profondo nell’indice destro (che mi obbliga all’ascolto ed alla cura) e sono stata accompagnata a Piombino da Cristiana di “Cambiare vita ospitando” immergendomi in una famiglia dolce, dolcissima e nel cartone animato più azzeccato della storia dei cartoni animati azzeccati. Oceania.
Mercoledì, dopo una mattinata di autostop difficoltoso e la scoperta di una sicurezza senza precedenti, una contrattura molesta alla scapola destra (in cura a suon di pallina e tentativi, dunque cura, anche qui, ed ascolto del corpo) sono arrivata viva e vegeta a Seggiano per qualche giorno di workaway.

É stato così che mi sono ritrovata a rendermi conto di stare facendo con grande naturalezza ciò che fino a pochi giorni fa era impressionante, e che fino a qualche mese fa era pura follia.
Quali sono i limiti?
Chi ce li impone?
Per quale motivo se non quello di essere addomesticati e più gestibili?

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É stato così che mi sono resa conto di essere felice.
Con una cazzuola in mano e una casetta di pietra in ristrutturazione davanti.
Un giovane danese e un americano con la nazionalità israeliana acquisita (ma voi lo sapevate che basta dimostrare di essere ebrei ed incensurati?) come compagni di lavoro. Un cielo grigio sopra la testa e il suono del fiume.
Felice del niente e felice del tutto. Felice dentro.

É così che ho visto quanto simili siano le anime in cammino.
Non importa il colore del loro passaporto né il tipo di impiego che hanno abbandonato per intraprendere il viaggio. Si parlano e si comprendono anche se la lingua madre non é condivisa e l’inglese non è poi così…british.
Basta poco, basta pochissimo agli esseri umani per trovarsi se restano in apertura.

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É così che finalmente riesco ad essere me comunque. Ovunque. Avevo questo ricordo dal 2015 e l’ho ritrovato. Ed é una gioia grande!
É così che rido del mio accento italiano mentre parlo una lingua straniera e trovo una sorella con cui farlo più forte.
É così che mi rendo conto di non avere più voglia di chissà quale cibo, ma soltanto di avere fame e di apprezzare moltissimo ciò che mi viene dato: Perfetto così com’è quando viene posato sul mio piatto.

É così che i giorni passano, che le mie mani di riempiono di piccoli calli e la pelle si secca per via della calce. É così che un paio di scarpe mi basta e che modifico il percorso per sentirmi il più possibile a mio agio.
É così che guardò il mio corpo e lo amo perché è l’unico che ho.

 

É così che procedono questi giorni.
É così che il viaggio procede, a bomba.

sdr
Voglio vivere così! Con questa espressione di godimento in faccia..

 

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