Gipsy Seychelles*

L’avevo promesso ed eccolo qui… dunque:

Gipsy Seychelles: una punkabestia ripulita (cit.) e la sua amica DonaStella in una delle isole più belle del mondo.
Io pensavo che fosse uno di quei posti da sogno che non avrei mai visto e mi sbagliavo.
Come mi sbagliavo su un sacco di cose che pensavo di non essere in grado di fare.

…Siamo veramente state alle Seychelles!

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Tramonto a Cote d’Or

Come, quando, quanto?

Volo: 600 euro comprato con Ethiopian Air Lines circa 50 gg prima: Roma-Addis Ababa (resisto alla tentazione di uscire e lanciarmi alla scoperta dell’Etiopia che chiama assai)-Mahe.
Da qui Air Seychelles con 15 minuti e l’aereo più piccolo del mondo vi porta a Praslin oppure il traghetto dal porto (ma ci dovete arrivare) in un’ora vi porta nello stesso posto.
Entrambi a 100 euro A/R.
Unica nota dolente del primo volo: mi hanno sfasciato la valigia e dopo due mesi non ne ho ancora una nuova.
Ma con Emirates il volo costa mooolto di più.
Ma con Turkish si scala a Istanbul e la suddetta amica non ci voleva passare.

Periodo: secondo me la figata massima è andare quando in Italia si schiatta di freddo e i capelli si incastrano nella cerniera del piumino… noi siamo state tra fine maggio ed i primi di giugno e a parte i primi due giorni di pioggiasolebestemmiepioggiasoleetc, il clima era ideale.

Cose da ricordarsi che io mi sono scordata: l’adattatore inglese per la presa, la torcia per la sera, un charge bank, uno spray anti-insetti, gli occhiali da sole ed il relativo cappello da vamp, la maschera ed il boccaglio (cazzo! vai ai tropici! poi ne compri
uno cessoso che dopo due minuti si rompe), una crema per le punture.

Cose da non scordarsi: bere solo acqua minerale, comprare una SIM locale e specificare per che cosa utilizzare la ricarica (se internet, le chiamate o i messaggi), quando non li usate…spegnete i DATI oppure vi finisce tutto in una giornata, siete in uno dei posti più belli del mondo [ma questo sarà evidente evidentissimo]

Cosa da mangiare/bere per forza: banana chips nei sacchettini nei negozi indiani, il mango juice freddo gelato a prova di squarao, il cibo creolo di qualche Take away da seychellese ruspante, il cocco in spiaggia (NON i Coco de mer che sono
protetti e che qualche simpaticone per rimorchiarvi vi proporrà!), il dolcetto al cocco essicato e zucchero, la frutta. A qualsiasi costo, la frutta.
Mango, Papaya, Avocado, Ananas… in realtà, non li avete mai mangiati prima.

bty
Cocco!

Cose che si possono fare: andare in giro la notte senza problemi se in possesso di una torcia, fare l’autostop e venire caricate in tempi rapidi (sorridete e attivate il vostro istinto, please!), topless sulla spiaggia, girare l’isola in bus con 5 rupie e un botto
di pazienza, essere caricate nel cassone del pick up da una famiglia indiana, pagare in euro e bancomat in un sacco di posti,  vedere la morte in faccia diverse volte per via delle velocità assurde con cui le persone guidano, intavolare interessanti conversazioni sul rapporto che gli isolani anche con il continente africano, parlare inglese francese italiano a rotazione.

Pay attention to: usate l’istinto, la testa e la pancia. Praslin non è un’isola pericolosa, la gente è accogliente e abituata al turismo ma tutti ci hanno parlato del problema in larga diffusione dell’uso di eroina tra i giovani e giovanissimi.
Noi non abbiamo avuto difficoltà o problemi, ma, please, come sempre, ricordatevi di essere una fantastica musa bianca in possesso di bancomat e passaporto rosso in vacanza in un’isola dispersa nell’Oceano Indiano.
Tenetelo in considerazione.

Ma quanto ti è costato??
Eccola, la domanda vera. Me la faccio da sola e mi rispondo pure.
Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno 2017 tutto compreso e veramente pochissimi extra ho speso 1.300 euro. L’alloggio lo abbiamo però pagato meno del normale, dunque ipotizzate qualcosina di più.

Dove:
Noi abbiamo trascorso 10 giorni alle Seychelles, di cui 9 notti a Praslin, da cui abbiamo visitato l’isola, fatto escursioni nell’arcipelago e poi siamo ripartite per una giornata e mezza a Mahé. L’abbiamo fatto dietro consiglio di un amico del posto e beh, aveva ragione.
Aveva proprio ragione.

Praslin
E’ la via di mezzo tra il “casino” di Mahe e la “pace assoluta” di La Digue.
Noi avevamo un appartamento a Grande Anse, che, sì, diciamocelo, è la zona meno bella dell’isola per via delle alghe che hanno deciso di vivere sulla spiaggia, ma è anche la meno cara e la più tranquilla.
Non c’è un centro storico da visitare ma se ci passate:
salutatemi il ragazzo del Village Take Away (di cui sono ancora un pò innamorata) o cercate di far sorridere il triste signore indiano del Breeze Garden (noi non ci siamo molto riuscite): in entrambi i posti con 50/75rupie (dai 3,5 ai 5 euro) mangiate
un piatto tipico creolo ovvero riso&pollo, riso&pesce, riso&carne, riso&verdure. Sapori indiani, sorrisi africani, zero problemi intestinali e zero noia.
Vicino al Breeze, c’è la chiesa Anglicana con un simpatico coro a cui potete unirvi se sapete cantare (DonaStella l’ha fatto!) e potete osservare i bimbi che giocano o dormono in chiesa mentre le mamme fanno le prove.

Qualsiasi sia la vostra base nell’isola, noi siamo state qui:

Anse Georgette:

bty

sarà che ci siam fatte le foto da figa che più figa non si può
sarà che ho trovato un telo afro enorme portato dal mare chissà quanto tempo prima
sarà che era l’ultimo giorno
ma io ci ho lasciato il cuore.
Piccola ma deliziosa.
Mare bastardo che ha quasi cercato di annegarmi, ma che mi ha mostrato che i cambiamenti si notano quando reagiamo in modo diverso agli stessi problemi.
E’ stata inglobata da un resort a cui dovete comunicare i vs nomi per andarla a visitare, poi dal cancello avete 3 possibilità per raggiungere la spiaggia: piedi, autostop, autobus una volta all’ora.
Indovinate come ci siamo arrivate noi!

Anse La Blague:

bty

Molto molto molto tranquilla.
L’unica senza coppie stile Barbie&Ken che si sparavano foto ridicole.
Al loro posto bimbe del posto che inzozzavano la divisa della scuola rotolandosi nella sabbia.
Non c’è paragone.

 

Anse Lazio:

bty
Bella e una delle poche con un bar, ma noi eravamo troppo gipsy per un cocktail e abbiamo sempre preferito i juice dei mini supermercati indiani.
La più famosa dell’isola e dunque più popolata. Pesci in riva, acqua cristallina e le tipiche rocce modellate dalle onde di un mare calmo dove snatrazzare serenamente per ore.
Ci si arriva con il bus e poi una salitona di un paio di km, ma merita. Wallah!

Ford Ferdinand Reserve:

bty

..alla ricerca dei Cocos de Mer, della vegetazione locale e di una vista davvero mozzafiato sull’arcipelago.
La guida parlava francese e inglese, il cammino era in salita ma ne è salva la pena.
Se ricordo bene siamo sulle 200 rupie.

Valle de Mai:
I locali consiglieranno di andare alla Ford Ferdinand, però la Valle de Mai è Patrimonio dell’Unesco e il prezzo dell’ingresso
contribuisce alla tutela ambientale della zona. Noi non siamo state ma ci hanno detto che sono due luoghi molto differenti, dunque il consiglio è -se potete- di vederle entrambe.

Anse Volbert alias Cote d’Or:

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la Romagna di Praslin, negozietti, bar, un sacco di gente. E’ la spiaggia più lunga dell’isola e si sta comunque bene,
il mare è calmo e piatto per moltissime decine di metri. Da qui partono molte escursioni e noi siamo state bene con Mimmo e Karim di Sagittarius Taxi Boat.
Con loro siamo state a Ile Cocos, Felicité, Grande Seur stando via 1/2 giornata, facendo snorkling, mangiando patatine fritte, cercando (e trovando!) le tartarughe marine.
70 euro.
Il giorno dopo invece in versione taxi boat ci hanno portato a Curieuse dove vivono e vengono allevate le tartarughe giganti,
che sono assolutamente da vedere e avvicinare con dell’insalata fresca. Già che ci siete, portatevi del cibo da casa per voi se volete risparmiare perché i prezzi per un pranzo sono alti. Oh almeno, molto più alti del nostro serale take away.
Da qui, passeggiata fino all’altra parte dell’isola e bagno in una delle acque più azzurre che io abbia mai visto. 25 euro di taxi boat e 200 rupie per l’ingresso all’isola.

 

 

 

Zimbabwe

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Africa, anche se per i Seychellesi non è cosi.

 

 

questa è una vera cosa da locali. Che quando lo racconterete, farete felice tutti i seychellesi.
Se non siete fortunate come noi e non avete un’amica che vi ci porta, abbiate coraggio, prendete il bus diretto in quella
zona, chiedete all’autista, scendete in cima alla salita [andarci a piedi è folle!] e iniziate il sentiero prendendo quello che devia verso destra e seguite il tragitto. Ad un certo punto,
arriverete alla casa di Therry a cui potete chiedere indicazioni…sono tutti parenti, dunque passerete dalla casa di uno all’altro,
osservando la vegetazione locale (le mie prime piante di cannella!), soffrendo il caldo umido e senza la paura di nessun incontro pericoloso.
Ah, anche a Therry ho lasciato un pezzo di cuore.
Selvaggio al punto giusto!

Per andare a ballare:
ci sono due discoteche: La Tapas (Cote d’Or) e Oxygene (Baie S.Anne) . Noi eravamo invitate alla prima dove ci siamo divertite, abbiamo ballato scalze, nessuna rottura di balle
fino all’alba. Se invece volete sperimentare le danze locali, al Paradise di Cote d’Or il venerdì sera fanno una serata per i turisti intorno al fuoco,
a seguire cena a buffet misto con 35 euro ed esibizioni del gruppo folkloristico.

E poi..

Per spostarsi noi abbiamo preso il bus (passano in modo raro ma costante fino verso le 18.30) o l’autostop e siamo state gentilmente scorazzate e coccolate
da degli amici locali; sicuramente noleggiare una macchina vi renderà il viaggio più comodo ed autonomo e perderete meno tempo alle fermate dell’autobus,
nel caso potete fare riferimento a: UR Kars Praslin.

Quanto all’alloggio, dopo decenni di turismo elitario, l’arcipelago si sta organizzando anche per viaggiatori un pò più sgarrupati, dunque stanno nascendo
le prime guesthouse e air b&b. Noi ci siamo trovate bene al Farida Bungalow a Grande Anse. (please, write me per i contatti!)

La Digue

bty
Spiaggiata a Cocos – La Digue

E’ proprio il paradiso naturale della coppia in viaggio di nozze e del dolce non fare nulla.
Spiaggia. Mare. Bicicletta. Bellissimo. Nessun locale, nessuna Movida. Un cazzo da fare.
La potete visitare in un giorno o starcene qualcuno, a vostra libera scelta. Ci si arriva con gite organizzate o col traghetto dal Porto di Praslin con 30 euro A/R + 10 di bicicletta (essenziale per spostarsi).
Se siete gnocche come noi, potete sperimentare un tandem e fare amicizia con tutta l’isola 🙂
Quando arrivate al porticciolo, proveranno a farvi credere che senza guida vi perderete. Sorridete dolcemente, schiacciate un cinque e andate oltre: noi abbiamo fatto il percorso da Grand Anse (dove si lascia la bici, senza nemmeno legarla!) a
Petit Anse (dove un simpatico Bob ci ha spennato 100 rupie per due succhi di frutta
buonissimi e digerenti, molto digerenti, e un cocco) e infine Anse Cocos che è una meraviglia e se andate verso il fondo della spiaggia, ci trovate delle piscine naturali perché qui il mare è mosso e non facilmente balneabile.
(Noi facciamo finta di averle viste, poi mi mandate una foto!)
La camminata dura circa una mezz’ora, quaranta minuti, il percorso è abbastanza segnalato e le spiagge sono una più meravigliosa dell’altra.

 

I’m sorry, ma Mahé passa in secondo piano dopo aver visto tutto questo.
Dunque, il mio spassionato consiglio è che una giornata e mezza basti ed avanzi per un giro al Mercato di Victoria [dove spacciano curcuma per zafferano, ma vabeh e i prezzi sono più che occidentali per zavagli made in China, ma vabeh], per meravigliarsi davanti al tempio Indù e sentire Aria di India, per una cena in spiaggia alla Beau Vallon  e poco altro nei dintorni.. per me troppo rumore, troppo caldo, troppo traffico, troppo sporca. Ovviamente se avete 10 giorni e desiderate una vacanza che porti del blu nelle vostre vite.

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Dieci giorni ci hanno permesso di vedere con calma questi posti,
io sarei rimasta di più perché del mare e del sole non mi stanco mai,
ma la verità è che dalle Seychelles comunque non si torna più.

Perché la sua bellezza, le sue infinite sfumature di blu restano nell’anima, attraverso gli occhi, per sempre.
Ancora oggi, per me, basta chiudere le palpebre per essere ancora là e sentire sotto le piante dei piedi la sabbia morbida come farina.

E’ un regalo,
uno di quelli da farsi, prima o poi, inchallah, nella Vita.

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NB: Ci sono altri atolli meravigliosi da visitare, talvolta occupati da un solo resort. Ed ecco, tutto questo era spudoratamente fuori budget ma anche fuori dal nostro interesse. In fondo due gipsy avevano voglia di spiaggia, ma anche di ritrovare quell’Africa che avevamo lasciato dieci anni fa, di comunicazioni e scambi facili, naturali; di cibo semplice ma condiviso; di terra rossa; di sentirsi a casa lontano da casa; di seguire la pancia e l’ordine delle cose; di essere scalze.
Ci siamo riuscite e per questo ringrazio Donastella che si è fidata mentre mi lanciavo nel cercare un passaggio e con la quale abbiamo trovato un buon feeling di viaggio (not easy!) e Chantal, Aubrey, Steven e Farida che sono stati meravigliosi ed impagabili, sempre accoglienti e mai invadenti, perfetti.

A voi.. un grazie bello come un frangipane tra i capelli al vento.

bty
*Chokran*

 

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