Grazie!

Grazie . Grazie perché per me il mare è sempre stato solo gioia. Grazie perché dopo il lavoro, un lavoro retribuito e legale, io posso fare il bagno qui, nell'azzurro, lanciarmi in mutande e poi, sghignazzando, mandare video scemi alle amiche. Grazie per le anime che da via massarenti al Sudan fanno parte della mia... Continue Reading →

La paura di non essere mai abbastanza*

Quando facevo le notti in comunità terapeutica, avevo 21 anni e - giustamente- poca esperienza Quando stavo in compagnia teatrale, mi sentivo sempre la meno talentuosa Quando ho iniziato a lavorare come assistente sociale, ero la più giovane e mi sentivo la meno formata Quando sono arrivata a Gioiosa Ionica, lunedì, e ho scoperto che... Continue Reading →

Cosa farai alla fine del viaggio?

Quando sono partita avevo una lista di idee, salvata sul tablet, relative al mio futuro e la prima era "il piano B" : un lavoro qualsiasi, una casetta sugli Appennini. Fine. Era il mio porto sicuro. Sapevo di poterci tornare. Ci pensavo e mi ci vedevo pure, commessa, cameriera, qualsiasi cosa purché mi permettesse di... Continue Reading →

“Essere o fare”

Ci hanno messo in testa che il fare é più importante dell'essere, che il ruolo sociale dipende strettamente dal lavoro che svolgiamo e che il mestiere é quella roba per cui ti alzi al mattino e vieni retribuito alla fine del mese. Ci hanno messo in testa la sicurezza economica. Ci hanno inculcato ad essere... Continue Reading →

Sei stata fortunata.

Se non ti è successo nulla di male facendo l'autostop sei stata fortunata. Dici? Bah. Io lo so che sono una persona fortunata. Sono stata fortunata a nascere, che mi han preso per un pelo. Sono stata fortunata a farlo qui, senza fame e senza bombe sulla testa. Lo sono stata anche quando m'ha mollato,... Continue Reading →

Non ci si può fare niente*

-Qui invece solita routine. Il lavoro, le cose da fare, settembre, é finita l'estate, ma sai, non ci si può fare niente! * ... La guardo, il sole é ancora caldo, non mi avanzano parole in bocca, sorrido, inclino il capo e mi catapulto in un salotto d'altri tempi: le tapparelle abbassate, un divano di... Continue Reading →

Non sono morto*

Non sono morto* Se coglierai qualcuna delle mie idee, come semi di agnocasto selvatico e, con cura, li pianterai E tornerai ad annaffiare quella pianta appena interrata Ancora una volta Non sarò veramente morto, Se porterai avanti quel concerto anche senza di me, Se finirai di scrivere il tuo libro O se lo inizierai stasera... Continue Reading →

La paura di essere felice*

Gibran dice che anche il fiume trema di paura quando sta per arrivare al mare e non ha alcuna possibilità di arrestarsi, non riesce a tornare indietro, semplicemente non può. Io non sapevo che sarebbe andata così. Sette mesi fa credevo di aver perso l'amore, l'uomo che definì questo viaggio un "andarsela a cercare". Sette... Continue Reading →

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